Mi capita spesso di sentirmi dire dalle persone che sono a dieta, hanno perso 2-3 kg ma nemmeno un centimetro su giro vita e cosce!

Ora voglio svelarti il motivo.

Oggi una mia cliente che fa l’avvocato, mi stava raccontando dei suoi due chili persi, ma nonostante ciò non è soddisfatta, perché si vede le gambe praticamente come prima, e i pantaloni che tirano le confermano la situazione.

Allora perché quando dimagriamo, le zone con più adipe non si snelliscono per prime? E perdiamo centimetri proprio dove non vorremmo, come viso, seno, decolletè?

La motivazione è semplice, ma ho bisogno di spiegarti un concetto tecnico, che sta alla base del mio lavoro di rimodellamento della silhouette.

PRIMA LA PARTE TECNICA POI UN ESEMPIO PER SPIEGARMI MEGLIO

Le aree del corpo dove è accumulato più tessuto adiposo hanno un’alterata vasodilatazione che rende più difficile lo smaltimento del grasso in quell’area.

La riduzione del flusso sanguigno nel tessuto adiposo è una delle cause maggiori della limitata mobilizzazione del grasso. A questo punto è ovvio costatare che l’elemento maggiormente determinante il dimagrimento localizzato è il flusso circolatorio del sangue.

L’elemento principale che viene trasportato nel sangue è ovviamente l’ossigeno. L’ossigeno è indispensabile per riuscire a bruciare i grassi. Ebbene considerando quindi il grasso localizzato e ancora di più la cosiddetta cellulite (pannicolopatia fibroedematosa sclerosante) un danno ipossico, sicuramente l’apporto di ossigeno e circolazione a livello del tessuto adiposo ne migliorerà la lipolisi.

Ti è chiaro quindi ora come mai le zone più irrorate, quelle più calde, si riducono più facilmente, mentre i tuoi cuscinetti dove la circolazione è particolarmente compromessa, rimangano inalterati? Ovviamente anche la quantità di tossine accumulate cambia. Più in un tessuto è presente ristagno sanguigno e linfatico, meno ricambio vi sarà e sicuramente sarà presente un eccesso di scorie metaboliche.

È come se avessimo dentro casa molta immondizia che non portiamo mai fuori e non la buttiamo. Più passa il tempo e più si accumula e produce cattivi odori, ovviamente una delle prime azioni che faremmo per sistemare, sarà di raccogliere tutto dentro dei sacchetti e metterli dove ci danno meno fastidio, magari in uno sgabuzzino. E quando questi sacchetti saranno tanti li raccogliamo tutti e li mettiamo dentro un grande sacco nero, ben chiuso.

Ecco, il meccanismo della cellulite è molto simile. In una prima fase vi è un ristagno linfatico nel tessuto interstiziale (chiamato edema) dove il sangue pulito del circolo arterioso non riesce più ad affluire bene e quello venoso ricco di tossine non riesce ad essere smaltito velocemente e si accumula. Ecco che il nostro corpo comincia a formarsi dei “sacchetti”, cioè dei micronoduli dove accumula tutte le scorie per preservare il più possibile il proprio equilibrio. Quando poi questi micronoduli aumentano, vengono raggruppati assieme e racchiusi in “sacchi neri”, ovvero macronoduli che vanno maggiormente a comprimere e compromettere il microcircolo. L’effetto sarà quindi di un tessuto teso, freddo, poco idratato e ossigenato, con avvallamenti e protuberanze, spesso dolenti al tatto.

È necessario quindi programmare delle azioni che prevedano un miglioramento in termini di ossigenazione, drenaggio, circolazione periferica, combinando differenti tecniche e strategie utili a prevenire il peggioramento della situazione.

Lisa, la tua consulente di bellezza.